Uno dei miei venti figli
- Ornella_MV

- 25 dic 2022
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 1 gen 2023

Era il 2017, ottobre o novembre circa e io avevo 25 anni. Mi apparse su #Facebook un annuncio sul diventare tutore volontario. Salvai il post per leggerlo con calma. I giorni passavano e non riuscivo a non pensarci.. sentivo il bisogno di prendermi cura di qualcuno, ma con i propri spazi. Una sorta di diventare mamma ma a tempi ridotti.
Solo che l'affido non posso farlo, l'adozione è per sempre e poi devi essere sposata e giudicata idonea. Troppo lontano, troppo difficile, troppo tempo perso.
Così un giorno apro il link, vado subito a cercare i requisiti, per capire se stavo perdendo tempo, e leggo subito che non l'annuncio non chiede nè di essere sposata, nè un minimo di reddito nè di avere spazio in casa.
Leggo meglio e vedo che era tutto bellissimo se non che non diceva niente sul quando avrebbe organizzato questo corso.
Provo a mandare una email per informarmi, non mi rispondono. Chiamo, mi dicono che siccome manca il #Garante Regionale non è possibile organizzare questo corso in #Toscana. Non mi do per vinta: voglio diventare una Tutrice Volontaria.
Chiamo tutti, sguinzaglio tutti i contatti in Regione, all'Istituto degli Innocenti a #Firenze, tartasso Roma.
Finalmente ad aprile 2018 organizzano un corso di tre giorni a Lucca. Vado. Il 4 aprile sono ufficialmente una Tutrice Volontaria per Minori Stranieri Non Accompagnati ex art.11 della Legge Zampa, iscritta presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze.
A fine giugno ricevo la prima chiamata dal Tribunale, mi chiedono se posso incontrarli.. conoscerli ed eventualmente giurare per la prima nomina. Dico ok, il 5 luglio sono a Firenze in Facoltà e dopo posso passare in #Tribunale.
Così, dopo aver verbalizzato l'ultimo esame, procedura civile, corro in Tribunale per iniziare il percorso.
Dal 5 luglio 2018 ad oggi ho avuto circa 20 nomine, venti persone che ho aiutato almeno a sbrigare le pratiche amministrative. Che ho tentato di indirizzare nella loro strada. Ci sono alcuni che avevano già il loro progetto chiaro da seguire. Non ero importante umanamente per loro, ma li ho sempre supportati da lontano. Standogli accanto. Altri che avevano bisogno dell'adulto di riferimento per compiere i loro passi. Purtroppo, c'è chi aveva bisogno che io facessi di più; se ci penso non me lo perdono. Mi mangio unghie, mani e braccia. Ma serve tutto per crescere, per sapere come comportarsi la prossima volta.
Ci sono alcuni che ti chiamano #mamma e ti sciogli. Un po' per paraculaggine, un po' forse perché ci credono. A volte perché come ci insegnano a prenderci cura dei "piccoli" in #Italia, è qualcosa che non esiste in altre culture.
E loro per me sono tutti come figli.
Ed è per questo che a volte si sceglie di stare più vicino a chi ha più bisogno. Non si tratta di favoritismi ma di buonsenso.
Quando hanno bisogno io corro. E se non hanno bisogno sono orgogliosa di guardarli crescere e costruirsi il loro futuro con le proprie forze.
È bello quando ti chiamano e ti raccontano le loro cose, oppure quando ti chiedono consiglio su un contratto di lavoro o una scelta da fare. Il rapporto tra tutore e minore (o ex minore) è qualcosa di unico perché oltre ai limiti imposti per legge, ognuno se lo modella a modo proprio: ma non sono bambini a cui imporre una madre; non vanno educati nè cresciuti. Non devi dargli una famiglia nè inserirli in un costrutto sociale.
Non ci sono obblighi: tutto ciò che avviene è spontaneo e naturale. Viene da ognuno di noi, come si vuole e come si sente.
Per questo qualcuno chiama i genitori nonni, altri li sento solo per telefono, alcuni dopo i 18 anni hanno preso la propria strada senza guardarsi più indietro. Ma va tutto bene ed è giusto così.



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